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In Ardia il fare arte, dipingere o scolpire acquista il significato di palingenesi: una resurrezione che ha l’uomo come oggetto ed artefice nello stesso tempo e nella stessa misura. Il dialogo polemico, la diatriba si possono già avvertire nel modo con cui sono dipinte le opere qui esposte. La tecnica che si muove tra cubismo e futurismo acquista una sua originalità nello specifico compito di coinvolgere, con la provocazione emotiva e l’invito alla ricostruzione, l’intera capacità introspettiva di chi guarda. Le linee e le forme geometriche create senza un ordine qualitativo di preferenza, sono per Ardia un necessario momento evolutivo che abdica una linea chiusa ed un realismo espressionista in senso lato, in favore dello spezzettamento, della continua messa in discussione di dati oggettivi, della dinamica. Ma dov’è la polemica? siamo al punto d’incontro o di scontro tra l’artista e chi usufruisce dell’arte. non si tratta solo di ricomporre forme, ma di riconoscere se stessi, partire da un apparente disordine e giungere lasciandosi risucchiare criticamente da curve e spigoli, all’identificazione delle proprie debolezze, dei nostri falsi atteggiamenti, delle nostre vere sconfitte. "bazar" da un punto di vista strettamente politico, "tempo fluido" o "uomo in armatura" sono solo alcuni esempi di un’arte esplicitamente di impegno sociale. sono opere che rappresentano altrettante sconfitte; sconfitte pesanti che costano l’anonimato (i manichini uomini di "bazar"), la morte dell’utopia (l’uomo inserito in schemi imposti o passivamente accettati in "uomo in armatura"), la violenza ("uomo su uomo"). Se l’arte viene concepita e realizzata come qualcosa che deve "ricostruire" e rifiutare il mondo, inevitabile è la sua influenza non solo sull’uomo ma anche sul suo ambiente. Ardia si è rivolto alla scultura con la medesima forza espressiva rivalutando pure la capacità decorativa delle linee, e qui non ci troviamo più di fronte a momenti creativi da cui risorgere, ma ad un impegno costruttivo che è già realtà: dalla morale, dalla invettiva, l’artista passa all’impegno diretto. Con ardia ci si trova insomma alla riscoperta della semplicità dell’uomo, alla ricerca di un ambiente a sua misura, all’affermazione della libertà e della fantasia come forze assolute.
Emilio Azzola
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ultimo aggiornamento 14-09-2008 - Vector Idea |